Prima Direttiva

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"Mi fa piacere vedere che vi sono differenze fra noi. Forse uniti saremo migliori della nostra somma" - Surak di Vulcan

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venerdì, 27 febbraio 2009

In attesa di vedere cosa uscirà fuori, sono lieto di annunciare la nascita di quella che dovrebbe chiamarsi:

Sinistra e Libertà

raggruppamento elettorale per le elezioni europee di: Vendoliani (fuoriusciti da rifondazione comunista), Sinistra Democratica, Partito Socialista, Verdi e forse Radicali.

Non so se la lista avrà il successo sperato, ma mi auguro che in ogni caso diventi quello che la SA non poteva diventare: un nuovo, credibile, serio e moderno (e il più possibile AMPIO) partito di sinistra italiano, che rappresenti il Socialismo Europeo in Italia.

Una speranza.

Ora lavoriamoci.

 

Messaggio subspaziale ricevuto da primadirettiva in data astrale 27/02/2009 11:52 | link | commenti
categorie: sinistra, europa, socialismo, sinistra democratica
sabato, 29 novembre 2008

Parliamoci chiaro: io sono pragmatico.
Lo sono per formazione e per inclinazione, tanti bizantinismi se non necessari alla realizzazione di un obiettivo quello che sia, li ritengo se non altro poco interessanti e talvolta ammorbanti: questo non significa che non dia importanza ai mezzi e all'etica dei mezzi per arrivare ad un obiettivo.
E' chiaro, sono solo un ingegnere, quindi non sono all'altezza per poter parlare di cultura, specie in un paese come il nostro dove il termine cultura è inteso solo come cultura umanista.
C'è da chiedersi come mai nonostante questo abbiamo tutto fuorchè lo sviluppo di un nuovo umanesimo in questo paese del cazzo... vabè , tralasciamo i dettagli..
Quello che mi domando in questo momento è che cosa dovrebbe essere la cultura e quale scopo (l'ho detto che sono pragmatico, ma in questo caso lo intendo in senso lato) o meglio quale ruolo possa avere la cultura, intesa in qualsiasi senso, nel modo più ampio possibile.
Come minimo secondo me la cultura dovrebbe essere vitale, viva, con radici nel contesto in cui nasce, e non fine a se stessa e astrattamente elitaria.
Ricordo che l'elitismo, la teoria delle elite, è uno dei fondamenti teorici del fascismo storico: l'elitismo non fa decisamente parte della MIA cultura.
E mi ritrovo la cultura del "compagno" Fuksas, che per l'amor di Dio, nessuno contesta, e con le cui posizioni talvolta concordo (non sempre, fortunatamente), ma è estremamente elitaria sia per contenuti che per forma di comunicazione.
Tra l'altro è quasi ridicolo: questo tizio si lamenta che non riesce a portare l'eccellenza straniera in Italia, proprio quando l'eccellenza dall'Italia se ne deve andare!
E poi chi non è eccellente, magari solo bravo o che si fa il culo, che deve fare? è fottuto?
Lo spettacolo Barbareschi vs. Fuksas di circa una settimana fa ad Annozero era quasi comico.
Detto questo c'è poi la cultura fine a se stessa, perchè si sa, la cultura in questo Paese non da da mangiare, e di questo spesso ci si lamenta.
Accettiamo questo come dato di fatto, è senza dubbio vero che questo Paese non è generoso con gli intellettuali, ma gli intellettuali, se ci sono, cosa fanno per questo Paese?
Se il meglio che si possa fare è pensare che sproloquiando parole inusuali e mettendole in fila in ordine più o meno casuale, o finanziando con i soldi di famiglia gallerie d'arte di opere insulse si stia componendo/creando/mostrando un'opera culturale, allora consiglierei di rivedere il termine cultura, chiamiamolo hobby o catarsi personale, toh, suona meglio.
Se non altro perchè non si capisce con certe opere in che cosa si stia incidendo sul pensiero collettivo e sulla percezione che la collettività ha della realtà, che cosa si apporti di realmente nuovo ed interessante.
Vabè, anche io a volte provo a scrivere qualcosa, quello che si può assimilare a poesie, che però senza rime, senza metrica senza niente, sono solo uno sfogo personale, e tra l'altro molto banale stilisticamente, che non vale niente e che non ha alcuna valenza se non per me, quindi le scrivo, anche se fanno schifo..ma sono per me e senza pretese.
E allora tutto è cultura (tranne quella tecnico-scientifica chiaramente, perchè li nessuno ne sa un cazzo, salvo parlarne a sproposito!) quindi al via con associazioni culturali le più disparate "associazione culturale: belin, il fungo porcino!", che potrebbe avere come obiettivo quello di diffondere la cultura culinaria del suddetto fungo nella cucina ligure...e altre amenità varie.
Poi ci sarebbe la cultura incazzata, quella teoricamente più viva, ma anche quella è spesso inglobata e normalizzata a semplice moda, diversi giusto per esserlo e basta.
Benissimo, ma questa, in varie forme, alla fine è cultura morta, in qualche caso conservazione di tradizioni culturali, in altri alternativamente un modo per trovare qualcosa da fare, oppure un modo per discutere astrattamente e senza conclusione del niente o di qualcosa, eventualmente in qualche caso anche con l'intenzione di creare un proprio stato di differenziazione, un'emersione dalla massa, la voglia di far parte di un' elite, qualche volta reale e molte volte fittizia.
Vedendo questa desolazione, mi ritengo fortunato: sono solo un povero tecnico, non un intellettuale umanista.

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categorie: personale
mercoledì, 29 ottobre 2008

Facciamo l'ipotesi, così astrattamente, che ci sia un partito al potere, un partito dominante, il quale però formalmente vuole rispettare la Costituzione, ma la vuole violare in sostanza. Non vuol fare la marcia su Roma e trasformare l'aula in alloggiamento per i manipoli; ma vuol istituire, senza parere, una larvata dittatura. Allora, che cosa fare per impadronirsi delle scuole e per trasformare le scuole di Stato in scuole di partito?

Si accorge che le scuole di Stato hanno il difetto di essere imparziali. C'è una certa resistenza; in quelle scuole c'è sempre, perfino sotto il fascismo c'è stata. Allora, il partito dominante segue un'altra strada (è tutta un'ipotesi teorica, intendiamoci). Comincia a trascurare le scuole pubbliche, a screditarle, ad impoverirle. Lascia che si anemizzino e comincia a favorire le scuole private. Non tutte le scuole private. Le scuole del suo partito, di quel partito.

Ed allora tutte le cure cominciano ad andare a queste scuole private. Cure di denaro e di privilegi. Si comincia persino a consigliare i ragazzi ad andare a queste scuole, perché in fondo sono migliori – si dice – di quelle di Stato. E magari si danno dei premi, come ora vi dirò, o si propone di dare dei premi a quei cittadini che saranno disposti a mandare i loro figlioli invece che alle scuole pubbliche alle scuole private. A "quelle" scuole private. Gli esami sono più facili, si studia meno e si riesce meglio. Così la scuola privata diventa una scuola privilegiata.

Il partito dominante, non potendo trasformare apertamente le scuole di Stato in scuole di partito, manda in malora le scuole di Stato per dare la prevalenza alle sue scuole private.

Attenzione, questa è la ricetta. Bisogna tenere d'occhio i cuochi di questa bassa cucina. L'operazione si fa in tre modi, ve l'ho già detto: rovinare le scuole di stato. Lasciare che vadano in malora. Impoverire i loro bilanci. Ignorare i loro bisogni. Attenuare la sorveglianza e il controllo sulle scuole private. Non controllarne la serietà. Lasciare che vi insegnino insegnanti che non hanno i titoli minimi per insegnare. Lasciare che gli esami siano burlette. Dare alle scuole private denaro pubblico.

Piero Calamandrei 20 marzo 1950

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categorie: politica, istituzioni, memoria, libertà
mercoledì, 22 ottobre 2008

Solidarietà a tutti gli studenti e i professori che manifestano nelle nostre scuole e università.
Nostre, non private, almeno per ora.
Siete attualmente la punta avanzata, o l'unica, di resistenza a questo becero governo e alle sue politiche razziste e regressive.
Ho paura che stiate per pagare il prezzo delle bastonate che vi arriveranno, perchè Berlusconi sa, che solo così potrà vincervi.
Occorre far passare all'opinione pubblica che sia una protesta con proposte elaborate e concrete di riforma dell'istruzione pubblica e non cedere alle provocazioni del governo, altrimenti avranno la pubblica opinione decerebrata e manipolata a loro favore.
I prossimi saranno i lavoratori, ma sono già destrutturati così, non ci vorrà tanto, danni noi ormai non ne facciamo più, basterà una legge per la restrizione del diritto di sciopero...ah, l'hanno gà pensata?
Sono avanti...
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categorie: libertà
lunedì, 15 settembre 2008

Altra canzone di Caparezza, grande artista davvero, uno dei pochi (ci metto anche Silvestri e mi scuso se ne dimentico qualcuno) che riesce ancora a scrivere testi impegnati e di un certo livello in Italia.
L'ho visto l'altra sera alla notte bianca a Genova, nonostante la pioggia, veramente molta, qualcuno c'era ancora.
Un omaggio ai lavoratori italiani, agli operai e a tutti quelli che mandano seriamente avanti il nostro Paese e che in questo periodo, ormai lungo e di cui non si vede la fine, stanno passando brutti momenti, tutti i poveri e gli sfruttati italiani e non.
Io non sono nessuno, ma tutto il mio essere è dalla vostra parte, sono uno di voi, sono solamente un po più fortunato per il momento.
Grandi complimenti a Caparezza che è stato in grado di creare quest'opera d'arte, personalmente mi commuove.
La lotta non finisce, nessuno di noi, di voi, è solo.
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categorie: lavoro, personale
giovedì, 04 settembre 2008

 

Su una radio ligure locale è stata data notizia che siamo (i liguri evidentemente) invitati alla festa dei popoli padani che si svolgerà non ricordo quando a Venezia.

Fortunatamente noi liguri tutto siamo fuorchè padani, quindi decliniamo l'invito.

Posso poi assicurare i padani "doc", che quelli che conosciamo noi direttamente, per come li conosciamo noi (cioè quelli strafottenti, invadenti e spaccacazzi che invadono la nostra regione, specialmente d'estate) non ci stanno particolarmente simpatici..

Tutt'altro.

Messaggio subspaziale ricevuto da primadirettiva in data astrale 04/09/2008 13:25 | link | commenti (2)
categorie: cazzate
domenica, 25 maggio 2008

Il governo italiano di destra dichiara che entro fine legislatura provvederà ad avviare la costruzione di nuove centrali nucleari sul suolo nazionale.
La sinistra e buona parte della sua gente, reagisce in maniera scomposta ed isterica; per una volta che forse c'era veramente bisogno di dialogo... invece il dialogo c'è su altri interessi.
Il problema energetico è uno dei principali problemi non solo dell'Italia, ma del mondo intero.
Non si può pensare di garantire un futuro decente all'umanità senza adeguata produzione di energia.
Attualmente la grande maggioranza dell'energia viene prodotta, a maggior ragione in Italia, dalle fonti fossili come il petrolio e il carbone o il gas naturale.
La restante minoranza è divisa tra più fonti alternative, alcune rinnovabili altre no, tra cui spicca il nucleare.
La Francia è la nazione che nel mondo è più dipendente dall'energia nucleare producendo all'incirca il 70% del suo fabbisogno, mediante centrali nucleari.
In considerazione del fatto che il fabbisogno mondiale di energia non è destinato, nemmeno con serie politiche di riduzione degli sprechi e di aumento dell'efficienza energetica dell'intero sistema produttivo mondiale, a diminuire nè a restare stabile, e in considerazione del fatto che il pericolo più urgente che corre il pianeta è l'effetto serra con i cambiamenti climatici annessi, sarebbe doveroso tentare di trovare una soluzione anche di lungo periodo, alla questione energetica che si intreccia gioco forza a quella ambientale.
La soluzione della sinistra, apparentemente sembrano essere le fonti rinnovabili (solare ed eolico)
I numeri, se analizzati obiettivamente, ci dicono che, sia per costo, sia per disponibilità, escludono in maniera chiara, che la soluzione di lungo periodo sia questa.
La destra pare invece puntare direttamente sul nucleare, senza prendere in considerazioni le fonti rinnovabili.
Sulla quesyione energetica ci sarebbero da fare molte considerazioni.
Le due considerazioni principali sono:

data l'urgenza di energia, e il deficit energetico che, in particolare nel nostro paese, si fa sempre maggiore, è indispensabile industrializzare rapidamente soluzioni alternative al nucleare, basate anche e soprattutto sulle fonti rinnovabili (degno di nota il lavoro di Rubbia sul solare termico con accumulazione a basso costo) e rinnovare gli impianti di produzione delle centrali termiche e degli inceneritori, prevedendo ed utilizzando anche impianti di cogenerazione per il teleriscaldamento per aumentare il rendimento globale del sistema.

la soluzione a lungo termine del problema energetico mondiale è certamente il nucleare (resta da vedere in quale forma).

Resta da vedere l'opportunità di investire ora sul nucleare, perchè dal mio punto di vista era da fare molto tempo prima, in considerazione dei lunghi tempi (e costi) di realizzazione di centrali del genere.
Tuttavia la scelta non è aprioristicamente sbagliata.

Ci tengo qui a discutere le classiche obiezioni che vengono fatte contro il nucleare che riguardano sicurezza, compatibilità ambientale, approvvigionamento di materiale fissile.

1) le centrali moderne (e per la verità anche le centrali occidentali dell'epoca di Chernobyl) non hanno niente a che vedere con i reattori di Chernobyl.

2)le scorie possono venire riutilizzate e trattate nei reattori veloci, inoltre in una certa parte anche utilizzate anche per scopi medici (vedi radioterapia dei tumori per esempio)

3)esistono sistemi di fissione, allo stato attuale credo siano a livello di ricerca, che non utilizzano Uranio, ma Torio, molto più diffuso, che inoltre sono "intrinsecamente sicure" nel senso che la loro sicurezza non dipende da dispositivi umani o tecnologici, ma dalle leggi della fisica e non c'è alcun rischio di perdita di controllo della reazione (il lavoro è di Rubbia)

4) è di ieri l'importante notizia dell'ennesima conferma in laboratorio della validità della fusione fredda. A questo tema lavorano da tempo anche scienziati italiani.

5)continua la ricerca sulla fusione calda: avevo avuto notizie qualche anno fa di un reattore sperimentale funzionante in Francia grazie ad una collaborazione di ricerca internazionale (cercherò conferme).

Una piccola ulteriore precisazione: l'idrogeno, specie se non estratto da idrocarburi ma dall'acqua, non è una fonte di energia, se non utilizzato per processi di fusione nucleare, in quanto l'energia che può liberare nella sua combustione è al limite uguale a quella necessaria per estrarlo dall'acqua.
L'idrogeno, come combustibile chimico, è solamente un vettore energetico, nè più nè meno delle batterie o dei cavi elettrici.

Mi auguro che la sinistra sia davvero laica e progressista e che riprenda il suo ruolo storico di forza della conoscenza e del progresso: che piaccia o no (e sulla base di cosa non dovrebbe piacere?) il nucleare è il futuro dell'umanità
Messaggio subspaziale ricevuto da primadirettiva in data astrale 25/05/2008 11:57 | link | commenti (7)
categorie: politica, ambiente, sinistra, scienza, energia, illuminismo
lunedì, 12 maggio 2008

Il PD deve ancora iniziare a fare opposizione, eppure fa già SCHIFO!

proposta di sbarramento alle elezioni europee: furbata per provare ad evitare il proprio tracollo, proposta totalmente antidemocratica per una elezione di organismo puramente rappresentativo e che non pregiudica governabilità qual'è il parlamento europeo.

Finocchiaro contribuisce a mettere in croce Travaglio.

Governo ombra non coinvolge l'alleato Di Pietro

Spero che alle prossime europee il PD venga spazzato via, ma dovremmo essere in un Paese quasi normale (in uno normale sarebbe già stato polverizzato dalle ultime elezioni).
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categorie: politica, partito democratico
mercoledì, 07 maggio 2008

Dopo la disfatta elettorale credo occorra una riflessione profonda.
Certamente la sinistra non capisce il paese e non si è occupata seriamente della sicurezza e dell'immigrazione, certamente la sinistra non è moderna e deve essere ripensata, certamente il governo Prodi ha fatto abbastanza pena e questo non ha aiutato (oltretutto le colpe sono state date ai partiti di sinistra), certamente la polarizzazione sui principali partiti non ha aiutato i partiti piccoli (ma questo non spiegherebbe il risultato del PD che non è certo grandioso), certamente le vecchie classi dirigenti (incluse quelle del PD) hanno dimostrato di fare schifo (e la candidatura di Rutelli a sindaco di Roma per la terza volta, con la relativa ed ovvia sconfitta, dimostra l'imbecillità di decisioni del genere).
Tuttavia come ho avuto modo di dire in altre sedi, la sconfitta prima che politica è culturale e viene da più di un decennio di pesanti arretramenti culturali di fronte al pensiero di destra.
C'è una forte egemonia culturale della destra che monopolizza il senso comune.
Questo lento processo è avvenuto negli ultimi 15 anni e forse più, trascinato dal crollo del PCI e dal revisionismo nato all'interno delle stesse fila degli ex PCI  e cresciuto nel seno della destra arrivista di FI; si è aperta una fessura in una diga e la destra ha travolto come un fiume in piena e si sono potuti addirittura permettere di sdoganare non solo la grettezza dell'apparenza e l'assenza di pensiero che caratterizzano FI elevandoli al rango di cultura (anche la non cultura è cultura...), ma anche il neofascismo oltre che il razzismo della lega come legittimi settori della variegata destra conservatrice che, in aggiunta, promettono però una visione sociale e collettiva a difesa dei più deboli lasciati soli dalle nuove posizioni liberal della sinistra individualista e dall'arrivismo e l'apparire di FI.
Pare infatti che il PD voglia andare proprio in questa direzione (anche se il PD è fortemente messo in discussione dal suo interno a quanto vedo, quindi è presto per trarre conclusioni, anche se non promette bene...).
In un libro di Antonio Polito, esponente del PD e credo attuale direttore de IlRiformista, viene esplicitamente affermato che il PD deve puntare sulla competizione e l'individualismo.
Questa non è una sinistra.
Il problema, secondo me, è come riporre al centro del senso comune la cultura e i valori di sinistra  e per farlo non si può nè tornare indietro su posizioni antistoriche nè derogare alla nostra storia cadendo nell'individualismo e/o nel consumismo come nuove fonti di ispirazione teorica.
Io credo che si possa partire ridando senso alle parole e all'appartenenza.
Partiamo dall'originario senso e obiettivo del Socialismo: la socializzazione dei mezzi di produzione e della ricchezza (detto così al pubblico è già un autogol di questi tempi).
Ma se l'obiettivo è questo, occorre muoversi di conseguenza, per piccoli passi, e ovviamente non si deve fare puntando al collettivismo statale per l'appunto antistorico, ma per esempio attraverso le idee dell'economista J. Meade che proponeva un modello radicalmente differente di società capitalista a capitalismo diffuso, in cui è fortemente disincentivata la concentrazione di capitali, in cui le tasse alte non sono viste come il male, in cui la proprietà dei mezzi di produzione è divisa in maniera più equa tra capitale e lavoro, una società basata quindi sulla libera iniziativa (e non sulla speculazione finanziaria), sul lavoro e la partecipazione dei lavoratori alle decisioni strategiche delle società per cui lavorano attraverso l'azionariato da lavoro, una società in cui ci sia comunque una forte partecipazione pubblica agli utili (non alla dirigenza) della produzione privata retta dalla struttura decisionale e di capitale quanto più generalizzata basata sulla partecipazione come detto prima, una società in cui con la partecipazione pubblica alla ricchezza si tenda ulteriormente a redistribuire la ricchezza e a riequilibrare i rischi per mantenere un reddito costante in tutte le fasi della vita della persona.
Questo ci consentirebbe, tra l'altro, di dare una risposta seria, moderna e radicale (e non parlando solo di flessicurezza) al senso di insicurezza, economica e sociale, diffuso in tutti i cittadini e che la destra strumentalizza a scopo elettorale e propagandistico puntando sulla chiusura in se stessi e nel proprio egoismo comunitario.
Non è questo un programma radicale e di lungo termine?
Non è una società più giusta?
Non è basato sui valori della sinistra storica?
Non potrebbe essere utile per coniugare individualismo, che p gioco forza sospinto dall'egemonia culturale di destra attuale, con la solidarietà e l'eguaglianza che DEVE contradistinguerci?
Non può consentirci, questo programma, di presentarci come innovativi e nello stesso tempo radicali, di sinistra, Socialisti, per l'appunto?
Messaggio subspaziale ricevuto da primadirettiva in data astrale 07/05/2008 21:14 | link | commenti (1)
categorie: sinistra, socialismo
martedì, 15 aprile 2008

Quest'anno è andata così...e vabbè pazienza...
Messaggio subspaziale ricevuto da primadirettiva in data astrale 15/04/2008 19:29 | link | commenti (3)
categorie: politica, partito democratico

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